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Le fontane

Sulla piazzetta davanti alla bottega del maniscalco e all’ospizio dei Pellegrini si trova una fonte in pietra, che serve anche come abbeveratoio per i cavalli. La vasca rettangolare reca incisa, sotto una decorazione ad archetti, la data 1484, in lettere scolpite in caratteri gotici: “mil cccc lxxxiiii”. L’acqua zampilla da un vaso sagomato sollevato su una colonnetta; in corrispondenza dei quattro getti la vasca è attraversata da barre di ferro, per appoggiare i recipienti da riempire. Fontane di questo tipo, con vasca quadrangolare o poligonale decorata ad archetti e colonna sormontata da una coppa, sono diffuse nell’alta valle di Susa: Chiomonte, Salbertrand, Oulx, Cesana, Savoulx. Risalgono ai primi decenni del XVI secolo, come attestano le date incise. Per la realizzazione di quella del Borgo, furono modello i disegni eseguiti da Alfredo D’Andrade delle due fontane di Salbertrand e di quella di Oulx.   Il pozzo, a servizio di tutto l’abitato, è nel cortile di Avigliana. Esso reca sulla vera (la ghiera superiore)  in pietra gli stemmi dei marchesi di Saluzzo e dei Berardi, signori di San Damiano. La vera è l’unico manufatto realmente quattrocentesco del Borgo: proviene da una casa di Dronero, di proprietà nel 1884 del cavalier Giuseppe Voli d’Avena. Gli stemmi indicano le famiglie che potevano esercitare diritti sull’uso dell’acqua della falda.   Nella piazza antistante alla rocca, il cuore del Borgo, si trova la fontana del melograno. Riproduce la raffinata fontana del Castello di Issogne, in Valle d’Aosta, risalente al primo Cinquecento. Questa fu commissionata forse da Giorgio di Challant per il matrimonio del giovane Filiberto con Louise d’Aarberg, nel 1502. La melagrana e le foglie di quercia che costituiscono le fronde hanno simbologia eloquente: fertilità e fedeltà la melagrana, vetustà e forza la quercia. La fontana ora al Borgo fu eseguita per il padiglione piemontese all’Esposizione Internazionale di Roma del 1911, che celebrava i cinquant’anni dell’Unità d’Italia. Per le fronde in ferro battuto si seguirono i disegni di Alfredo D’Andrade, eseguiti a Issogne nel 1887: come dalle annotazioni su tali disegni, essa fu dipinta e dorata. Ritirata dopo l’Esposizione al Museo Civico d’Arte Antica di Torino, essa fu collocata nel cortile del Borgo nel 1928,  in occasione dei festeggiamenti del decennale della Vittoria e dei Cinquecentennale della nascita di Emanuele Filiberto di Savoia.   Una terza fontana è nei giardini del castello: in pietra, ha bassa vasca poligonale e una colonnina che getta acqua da due beccucci in ferro. Occupa il centro del giardino delle delizie, luogo di intrattenimento e svago per i signori e i loro invitati. Sono numerose le miniature medievali che illustrano l’amore cortese per la vita all’aria aperta, fatta di giochi, conversazioni, letture e accompagnata dalle note dei musici. Nel giardino medievale la fontana assume anche valore simbolico, in quanto fonte di vita, come il Cristo per il mondo cattolico. Il giardino della Rocca medievale è un allestimento recente, aperto al pubblico nella sua prima parte dal 1998.   Ancora una fontana, ma soltanto dipinta, è raffigurata nella sala baronale della Rocca: è la fontana della giovinezza, bagnandosi nelle cui acque vecchi e malati riacquistano la forza e il brio della gioventù.