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Le botteghe del 1884

Bottega, Foto Ecclesia 1884.

Sull'unica via che percorre il villaggio si aprono alcune botteghe che sono le eredi delle attività artigianali introdotte nel Borgo fin dal 1884. La presenza delle botteghe era finalizzata a valorizzare l'artigianato tradizionale di qualità in un momento in cui l'avviato processo di industrializzazione ne metteva in forse la sopravvivenza. All'inaugurazione del Borgo vi erano la bottega del vasaio, della tessitrice, dello speziale, del falegname, del fabbro, del ramaio, la bottega in cui si riproducevano oggetti artistici, l'"Osteria all'usanza antica" (con cibi medievali) e "l'Osteria all'usanza moderna" (con cibi contemporanei). Oltre alle botteghe, nei mesi di apertura dell’Esposizione del 1884 si trovavano anche negozi di rivendita di prodotti, per imitare la vita di un vero villaggio medievale. E, infatti, i bottegai e gli artigiani erano vestiti in costume d’epoca.  Oggi sono presenti le botteghe del fabbro e dello stampatore, oltre a un negozio di souvenir. Sono in corso di esecuzione i lavori per l’installazione di un bar e di un ristorante. 

Il Catalogo Ufficiale del 1884


La realizzazione del Borgo fu completata dalla Commissione preposta con la stesura di uno specifico catalogo uscito contemporaneamente all'Esposizione e intitolato: Catalogo ufficiale della Sezione storia dell'arte. Guida illustrata al castello feudale del secolo XV, stampato dalla tipografia Bona di Torino. Il catalogo non è una guida in senso stretto ma piuttosto uno strumento di studio e approfondimento che fornisce delle chiavi interpretative del complesso. È formato da tre sezioni di cui sono autori tre membri della Commissione: rispettivamente Giuseppe Giacosa, Alfredo D'Andrade e Pietro Vayra. Giacosa scrisse l'Introduzione, in cui analizzava le motivazioni più generali e profonde che hanno portato alla realizzazione del Borgo. Alfredo D'Andrade fu autore del capitolo su Le fabbriche: qui sono indicate le ragioni che hanno portato alla scelta di ciascun edificio e di ciascun elemento architettonico analizzando anche i modelli da cui sono stati tratti e i metodi costruttivi utilizzati. Infine Pietro Vayra scrisse de La rocca, esaminando gli arredi e le suppellettili del castello e trattando analiticamente dei modelli e delle fonti documentarie che sono state alla base della loro realizzazione. La ristampa anastatica del catalogo è, oggi, disponibile, presso la biglietteria del Borgo Medievale.

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