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Vita quotidiana al Borgo Medievale

02/07/2011 - 03/07/2011

Appuntamenti mensili con Vita quotidiana al Borgo Medievale in collaborazione con la Compagnia di Sant’Uberto: alcuni tra i più significativi temi della vita civile quotidiana, tratti da fonti scritte e iconografiche, del periodo sono presentati al Borgo come ricostruzione storica vivente. Il cortile e le vie del Borgo verranno popolati da armigeri e soldati, monaci e gentildonne, artigiani e commercianti che, per due giornate, offriranno al pubblico l’opportunità di sperimentare in prima persona modi e stili di vita del basso medioevo italiano.

LA CACCIA NEL MEDIOEVO.
Le tecniche individuali e collettive.

Sabato 2 luglio ore 15 -18
Domenica 3 luglio ore10 -18

Al di là della rilevante funzionalità economica, la caccia nel medioevo veniva praticata per tenere  in esercizio sia la tecnica di utilizzo delle armi che la forma fisica, fattori essenziali per ottenere il successo nei frequenti casi di belligeranza. Varie erano le tecniche e  molto severi  i regolamenti, dettati dai feudatari oppure dagli statuti comunali, ai quali la popolazione doveva attenersi per praticare l’arte venatoria: chi, ad esempio, veniva colto a esercitare la caccia senza osservarne le regolamentazioni in materia, era punito con multe in denaro o con pene corporali. Come dalla tradizione dell’antichità, le tecniche di caccia si potevano dividere tra quelle effettuate in gruppo oppure singolarmente.
La  prima, chiamata anche "battuta" era tecnica organizzata in squadre comandate da uno o più capitani, altrimenti detti “capicaccia”, che avevano il compito di determinare la formazione e di assegnare ai partecipanti le incombenze individuali( battitori,cacciatori, ecc.) I capicaccia, inoltre, tracciavano i percorsi da seguire per stanare le prede e tramite segnali emessi con il corno indicavano determinate operazioni da compiere o il termine della battuta stessa.   Anche la caccia praticata singolarmente si svolgeva essenzialmente sia in movimento, alla ricerca degli animali da sorprendere ed eventualmente da inseguire, sia tramite agguati statici e silenziosi. La tecnica venatoria statica veniva soprattutto praticata utilizzando postazioni naturali nascoste nei pressi delle zone di passaggio abituali percorse dagli animali, alla ricerca di cibo e acqua.   La caccia con il falco divenne nel medioevo tecnica venatoria assai prestigiosa: di antichissime origini,  proveniva dalle popolazioni nomadi delle steppe asiatiche, e venne particolarmente  apprezzata in Europa a partire dal periodo delle crociate. Un privilegio riservato esclusivamente alle classi dominanti poichè richiedeva una forte spesa economica.

Nessun componente dell’Associazione di Volontariato “Compagnia di Sant’Uberto” che conduce l’animazione al Borgo Medievale  pratica la caccia.Le spiegazioni sono offerte esclusivamente per scopi divulgativi.
La “Compagnia di Sant’Uberto” è un associazione composta da appassionati di storia medievale. Attraverso il metodo della “ ricostruzione storica” approfondisce elementi come lo studio del costume o quello delle armi: l’intento è quello di ricreare un’ambientazione storica perfetta, allestendo e vivendo in accampamenti militari oppure animando siti archeologici. Oltre alla vita militare viene posta particolare attenzione agli aspetti inerenti la vita civile e al ruolo della donna.

INFO:
tel. 011/443.17.01
www.borgomedievaletorino.it;
www.compagniasantuberto.it