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Seconda Casa di Bussoleno

La fonte di ispirazione dell’edificio è tuttora conservata sulla via maestra del comune di Bussoleno. Anche in questo caso, come nella prospiciente omonima casa, si può osservare un connubio tra la struttura del portico lignea su colonne e la muratura in laterizio. Questo complesso è costituito da una sequenza di due unità abitative: quella di destra caratterizzata da finestre piccole e tradizionali ad arco acuto, quella di sinistra con raffinate finestre a croce di stile già rinascimentale. Al piano terreno tre aperture erano destinate ad uso di bottega, la quarta dava accesso al piano superiore. Un paramento a losanghe costituisce la decorazione pittorica delle colonne e del sottoportico.   Nel 1884 erano qui allestite la bottega del fruttivendolo, poi passata al fabbro, e quella del ramaio. In occasione dell’Esposizione del 1911 si decise di ricostruire al pian terreno una cartiera del XV secolo, ancora oggi conservata con tutti gli strumenti utilizzati per la fabbricazione della carta, e al primo piano allestire un’esposizione di incunaboli. Negli anni Trenta la Federazione Fascista Autonoma degli Artigiani d’Italia destinò i locali del primo piano a bottega del legno e abitazione del falegname; nel 1951 si insediò qui la bottega del vetro, che mantenne l’attività fino al 2000, affiancata negli anni Sessanta dalla bottega dell’armoraro, con le rispettive abitazioni. Dal 2004 il piano superiore ospita gli uffici della Fondazione Torino Musei e, nello spazio lasciato libero al piano terreno dalla fabbrica della carta, un laboratorio per le attività didattiche.